Rossojbleo

Nero d’Avola

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Rossojbleo

Un Nero d’Avola con l’energia e il brio della gioventù, inconfondibilmente siciliano, capace di un’invitante leggerezza che ispira accostamenti disinvolti a piatti semplici e gustosi. Terreni argillosi/sabbiosi, su un piccolo altopiano, accolgono viti allevate a spalliera: ma è il respiro della vicina vegetazione boschiva a temperare il clima e a conferire a Rossojbleo quella vivacità e freschezza che ne fanno un’espressione alternativa del più classico varietale siciliano.

La vigna

La vigna Ragoleti si estende ad una altitudine di 450 m sul livello del mare per circa 10 ettari su di un altopiano dei monti Iblei a ridosso di un’ampia pineta, a Licodia Eubea, al confine fra le province di Catania e Ragusa. Il clima, temperato fresco, risente favorevolmente della vicina vegetazione boschiva. Terreno argilloso, con banchi affioranti di calcare e forte componente sabbiosa. Densità di impianto di 8.900 viti per ettaro. Metodo di allevamento a spalliera. La vigna, non irrigata, dà una resa non superiore agli 85 quintali per ettaro.

I vitigni

Il Nero d’Avola si può considerare il vitigno a bacca rossa più tipico e rappresentativo della Sicilia. Il sinonimo Calabrese è una italianizzazione del nome dialettale, “Calaurisi”, che letteralmente significa “uva (cala) di Avola (aurisi)”. In una forma come nell’altra, il riferimento costante al paese di Avola, comune in provincia di Siracusa, indica la selezione del vitigno ad opera dei coltivatori di quella zona. Da lì si è diffuso negli altri comuni del Val di Noto, nel Ragusano e nel Calatino; solo recentemente in tutta la Sicilia. Le vigne più vocate, se coltivate secondo le tecniche tradizionali affinatesi nella storia per affrontare il torrido clima della zona senza ricorrere all’irrigazione, possono dare grandi vini rossi da invecchiamento. L’espressione aromatica, centrata sulla ricchezza matura del frutto scuro, rivela la sua impronta più autentica con le note di organo e di pomodori secchi, legate da un ampio respiro mediterraneo, salmastro. Corrisponde una bocca densa e dolce, percorsa da una acidità sempre vivace che chiude con una presa sapida, particolarmente duratura.

La vinificazione e l’affinamento

Le uve, vendemmiate dopo la metà di settembre, vengono vinificate in acciaio con breve macerazione a temperatura controllata. Dopo la fermentazione malolattica in acciaio, il vino viene imbottigliato ed immesso in commercio circa un anno dopo la vendemmia.

Abbinamenti gastronomici

Rosso leggero e fragrante, si accosta con disinvoltura ai primi più semplici e gustosi: è ottimo con la pizza alla marinara ad esempio. Si presta anche all’accostamento con antipasti e salumi e a preparazioni di pesce con condimento leggermente aromatico. Intrigante infine l’abbinamento “autunnale” con le castagne arrostite alla brace. Temperatura di servizio consigliata fra i 14 e i 16 gradi.

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