NeroSanlorè

Nero d'Avola

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NeroSanlorè

Il mare è lì, a pochi passi. Il timbro salmastro e iodato, percepibile al naso, è frutto di questa vicinanza. Utilizzato in passato come vino da taglio, il Nero d’Avola s’impone come eccellenza siciliana grazie alla sensibilità di chi ne ha colto l’espressione più elegante. Come questo NeroSanlorè, intenso e mai eccessivo, espressione di una terra che incontra il mare, di una storia che incontra l’attualità del gusto.

La vigna

Vigna San Lorenzo si estende per circa 2,5 ettari nell’omonima contrada, a soli 10 metri di altitudine e 700 dal mare, di cui sente l’influenza più di ogni altra. Il clima è temperato-caldo mediterraneo. La densità d’impianto è di 7000 viti per ettaro allevate ad alberello. Il terreno è di grana particolarmente fine ed omogeneo, con alta percentuale di sabbia frammista ad argille brune. Le viti non irrigate, hanno oltre 40 ani e danno una resa naturale che non supera i 40 quintali ad ettaro.

I vitigni

Il Nero d’Avola si può considerare il vitigno a bacca rossa più tipico e rappresentativo della Sicilia. Il sinonimo Calabrese è una italianizzazione del nome dialettale, “Calaurisi”, che letteralmente significa “uva (cala) di Avola (aurisi)”. In una forma come nell’altra, il riferimento costante al paese di Avola, comune in provincia di Siracusa, indica la selezione del vitigno ad opera dei coltivatori di quella zona. Da lì si è diffuso negli altri comuni del Val di Noto, nel Ragusano e nel Calatino; solo recentemente in tutta la Sicilia. Le vigne più vocate, se coltivate secondo le tecniche tradizionali affinatesi nella storia per affrontare il torrido clima della zona senza ricorrere all’irrigazione, possono dare grandi vini rossi da invecchiamento. L’espressione aromatica, centrata sulla ricchezza matura del frutto scuro, rivela la sua impronta più autentica con le note di organo e di pomodori secchi, legate da un ampio respiro mediterraneo, salmastro. Corrisponde una bocca densa e dolce, percorsa da una acidità sempre vivace che chiude con una presa sapida, particolarmente duratura.

La vinificazione e l’affinamento

Le uve vendemmiate dopo la metà di settembre, vengono vinificate in rosso con lunga macerazione del mosto con le bucce. Dopo la malolattica, il vino viene travasato in piccole botti da 500 e 225 litri dove rimane per circa 24 mesi. All’imbottigliamento segue un periodo di affinamento in bottiglia di circa due anni.

Abbinamenti gastronomici

Il Nerosanlorè è dei quattro cru il Nero d’Avola più marino ed insinuante. La sua particolarità aromatica lo rende un vino perfetto per pesci salsati e dense zuppe di pesce; stimolante l’abbinamento con primi mediterranei elaborati nei quali si incontrano pomodoro, erbe, capperi, olio d’oliva, più eventualmente verdure e pesce azzurro. Volendolo abbinare alla carne, vi consigliamo di provare quelle più profumate e fini di fibra, in particolare l’agnello ed il capretto da latte. Temperatura di servizio consigliata non oltre 18 gradi.

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