NeroMaccarj

Nero d'Avola

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NeroMaccarj

C’è una storia antichissima e una storia recente dietro la qualità di questo Neromaccarj, 100% Nero d’Avola. La storia geologica di terreni caratterizzati da stratificazioni sottili e compatte. La storia più attuale di vigneti piantati oltre 35 anni fa. Storie unite dalla passione, conoscenza e determinazione che hanno portato a individuare questa cru, tra le più rinomate della zona di Pachino, per realizzare un vino possente, dalla fitta trama tannica.

La vigna

La vigna Maccarj fra le più rinomate del pachinese, sottozona classica del Val di Noto, si estende per circa 3 ettari a 30 m di altitudine. Il terreno, calcareo argilloso, appartiene ad una formazione geologica particolarmente antica, caratterizzata da stratificazioni molto sottili e compatte. Il clima è temperato-caldo mediterraneo. La densità di impianto è di 7000 viti per ettaro allevate ad alberello. Le vigne, non irrigate hanno oltre 35 anni con resa naturale che non supera i 50 quintali ad ettaro.

I vitigni

Il Nero d’Avola si può considerare il vitigno a bacca rossa più tipico e rappresentativo della Sicilia. Il sinonimo Calabrese è una italianizzazione del nome dialettale, “Calaurisi”, che letteralmente significa “uva (cala) di Avola (aurisi)”. In una forma come nell’altra, il riferimento costante al paese di Avola, comune in provincia di Siracusa, indica la selezione del vitigno ad opera dei coltivatori di quella zona. Da lì si è diffuso negli altri comuni del Val di Noto, nel Ragusano e nel Calatino; solo recentemente in tutta la Sicilia. Le vigne più vocate, se coltivate secondo le tecniche tradizionali affinatesi nella storia per affrontare il torrido clima della zona senza ricorrere all’irrigazione, possono dare grandi vini rossi da invecchiamento. L’espressione aromatica, centrata sulla ricchezza matura del frutto scuro, rivela la sua impronta più autentica con le note di organo e di pomodori secchi, legate da un ampio respiro mediterraneo, salmastro. Corrisponde una bocca densa e dolce, percorsa da una acidità sempre vivace che chiude con una presa sapida, particolarmente duratura.

La vinificazione e l’affinamento

Le uve vendemmiate dopo la metà di settembre, vengono vinificate in rosso con lunga macerazione del mosto con le bucce. Dopo la malolattica, il vino viene travasato in piccole botti da 500 e 225 litri dove rimane per circa 24 mesi. All’imbottigliamento segue un periodo di affinamento in bottiglia di circa due anni.

Abbinamenti gastronomici

Denso e potente, merita la carne, il pollame nobile, quei piatti in cui l’acidità accompagnata ad un corredo tannico concentrato e compatto riescono a contrastare e a penetrare la fibra senza scomporsi. La fitta trama tannica suggerisce di accostarlo a piatti piccanti e speziati, come ad esempio il sugo di castrato abruzzese, ed a formaggi a pasta dura lungamente stagionati. Temperatura di servizio consigliata non oltre i 18 gradi.

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