NeroBaronj

Nero d'Avola

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I riflessi su un terreno bianchissimo, reso abbagliante da un sole estremo, costringono a chiudere gli occhi per osservare le viti di Nero d’Avola piantate in questo lembo di terra, dove l’isola si spinge nel mediterraneo più a sud del prime coste africane. Il bianco del suolo racconta di un’altissima concentrazione calcarea che dà un’impronta ricercata a questo intenso e profumato NeroBaronj, vino nato dagli estremi per offrire un estremo piacere.

La vigna

Il Nero d’Avola si può considerare il vitigno a bacca rossa più tipico e rappresentativo della Sicilia. Il sinonimo Calabrese è una italianizzazione del nome dialettale, “Calaurisi”, che letteralmente significa “uva (cala) di Avola (aurisi)”. In una forma come nell’altra, il riferimento costante al paese di Avola, comune in provincia di Siracusa, indica la selezione del vitigno ad opera dei coltivatori di quella zona. Da lì si è diffuso negli altri comuni del Val di Noto, nel Ragusano e nel Calatino; solo recentemente in tutta la Sicilia. Le vigne più vocate, se coltivate secondo le tecniche tradizionali affinatesi nella storia per affrontare il torrido clima della zona senza ricorrere all’irrigazione, possono dare grandi vini rossi da invecchiamento. L’espressione aromatica, centrata sulla ricchezza matura del frutto scuro, rivela la sua impronta più autentica con le note di organo e di pomodori secchi, legate da un ampio respiro mediterraneo, salmastro. Corrisponde una bocca densa e dolce, percorsa da una acidità sempre vivace che chiude con una presa sapida, particolarmente duratura.

La vinificazione e l’affinamento

Le uve vendemmiate dopo la  metà di settembre, vengono vinificate in rosso con lunga macerazione del mosto con le bucce. Dopo la malolattica, il vino viene travasato in piccole botti da 500 e 225 litri dove rimane per circa 24 mesi. All’imbottigliamento segue un periodo di affinamento in bottiglia per circa due anni.

Abbinamenti gastronomici

Vino di testa, acuto e profumatissimo, dal fondo ampio e generoso, privilegia i piatti basati sui grassi e l’irruenza della polpa: piatti a base di tonno (quello vero, rosso e fibroso), di carne di maiale anche in preparazioni complesse, oppure le ricette mediterranee nelle quali pomodoro e peperoncino possono arricchire e gratificare il patrimonio aromatico del vino, esaltando l’abbinamento. Temperatura di servizio consigliata, non oltre i 18 gradi.

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